boscoIl bosco Bovedo
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Le voci contrarie al progetto dell’ovovia aumentano di giorno in giorno. Tra queste quelle degli ambientalisti, inorriditi dallo scempio che si prospetta. Abbiamo intervistato il professor Livio Poldini, botanico di fama e esperto del Carso.

Che cosa ne pensa, professor Poldini, del progetto ovovia?

-Tutto il male possibile. Non mi permetto di dare giudizi tecnici, che non mi competono, mi voglio concentrare sul danno ambientale che faranno. Non credo che i tecnici del Comune e il Sindaco conoscano la realtà del bosco Bovedo, un ambiente unico al mondo. Infatti nel bosco Bovedo si incrociano diversi ambienti vegetali: un bosco di rovere in riva al mare, dove crescono piante alpine (l’erica), piante atlantiche (il brugo, tipico della brughiera scozzese) e il cisto, tipico dell’ambiente mediterraneo. Non è noto al mondo un bosco con questa varietà di piante. Inoltre, il bosco Bovedo è l’unico bosco originario in Carso. Lo testimoniano le antiche mappe della zona. E’ vero che durante la guerra gli alberi sono stati tagliati per usare la legna per riscaldarsi, ma le piante sono poi ricresciute. Non c’è stata una piantumazione di vegetazione aliena come nel resto dell’altipiano. Persino il governo militare alleato aveva indicato il bosco Bovedo come zona da proteggere.

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Il bosco Bovedo a Trieste

A proposito di taglio di alberi, il Comune ha assicurato che ne pianterà altri…

-Nessuna piantumazione successiva potrà sostituire il Bosco Bovedo. Intanto perché di solito si tende a piantare alberi che nulla hanno a che vedere con la tipologia locale. Importano alberi e piante da fuori, ma le piante locali hanno una tipologia specifica. Bisognerebbe poi ricostituire la parte erbacea. Insomma, non si può piantare cose a caso.

Però piantando altri alberi in qualche modo si limiterebbe il danno, anche a livello di pulizia dell’aria, oppure no?

-Le ripeto, prima disboscare e poi piantare alberi non funziona, neppure per abbattere il CO2 presente nell’atmosfera. L’abbattimento del CO2 dipende dal grado di naturalezza della vegetazione arborea, non da “cose” piantate a posteriori. Faccio sempre l’esempio dei boschi verticali: saranno anche belli da vedere, ma consumano tantissima acqua e necessitano di moltissimi interventi per essere mantenuti. I boschi verticali non sono boschi. Un bosco è radicato a terra, ha i suoi batteri, i suoi funghi, è un vero e proprio ecosistema. Molto meglio non danneggiare la natura che abbiamo. Il Bovedo è un bellissimo bosco naturale, che lavora per noi pulendo l’aria dal CO2 ecco che lo distruggiamo. Tra l’altro, mi chiedo come possano pensare di fare un’ovovia in una zona che è parte della Rete Natura 2000, una rete ecologica di iniziativa europea e quindi protetta.

-Si parla di liberare una fascia di 14 metri per far passare la funivia…

-14 metri non basteranno: la funivia deve essere accessibile in caso di incidenti, per manutenzioni…si dovrà tagliare molto di più. I piloni non saranno mimetizzati tra gli alberi, al contrario, saranno visibilissimi. Il bosco verrà irreparabilmente danneggiato, se non distrutto e con lui, la flora e la fauna che lo abitano. Davvero, non so come si possa pensare di buttare soldi così, di usarli per rovinare un posto unico.

Effemme


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