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di Daniele Dovenna

 Non essendo riuscito il tentativo di portare i candidati Presidenti alle prossime elezioni regionali a esprimere il loro orientamento sull’autonomia differenziata, oggetto del disegno di legge Calderoli, il 4 marzo a all’Hotel Cristallo di Udine, il Tavolo No a qualunque Autonomia Differenziata si è confrontato con le forze politiche del centrosinistra regionale.

Dopo la relazione introduttiva della portavoce del Tavolo nazionale No Ad Marina Boscaino, che ha illustrato passaggi e insidie dell’attuazione dell’art.116 della Costituzione, obiettivo del citato disegno di legge, sono intervenuti Rosaria Capozzi, consigliera comunale del M5 Stelle, Furio Honsell consigliere regionale di Open Sinistra FVG, Diego Moretti, consigliere regionale del Partito Democratico e Roberto Muradore per il Patto per l’Autonomia.

Mie le conclusioni, per il Tavolo No Ad del Friuli V.G. Registrando segni di convergenza con Capozzi, che ha rimarcato la contrarietà di principio al progetto di Autonomia Differenziata e alle modalità del ddl Calderoli in particolare, affermando l’importanza della definizione prioritaria dei Livelli Essenziali delle Prestazioni (Lep) attraverso il pieno esercizio della propria potestà di approfondimento e deliberazione, del Parlamento, che viene scavalcato nella procedura prevista dal ddl, e l’adozione di un fondo perequativo che ripiani le differenze nella prestazione di servizi tra regioni ricche e povere.

Manifestazione dei sindaci contro l’AD, Napoli 17 marzo 2023

Pur dovendo rimarcare da parte nostra, che livelli essenziali non sono livelli uguali e che il fondo perequativo esiste già a mente dell’art. 119 della Costituzione, ma è del tutto inefficace, anche a causa delle note politiche di tagli lineari. E quindi la necessità di trovare una più ferma convergenza sul blocco del ddl Calderoli, sulla riassunzione da parte del Parlamento del pieno controllo del dibattito sull’Ad, e proporre in sede parlamentare una legge costituzionale che modifichi l’art. 116 della Costituzione, eliminando l’ipotesi differenziata dal novero delle autonomie previste, oggi e per il futuro.

Piena sintonia di vedute con il consigliere Honsell, nell’opposizione al progetto di Ad e alla formalizzazione di un paese che tratta in modo differenziato i suoi cittadini a seconda del territorio ove risiedono, e nel rilancio della sanità pubblica e la riaffermazione della scuola pubblica nella formazione della cittadinanza libera e consapevole, contro ogni ipotesi di regionalizzazione, a dispetto da quanto sostenuto dall’attuale giunta regionale, con l’appoggio di tutti i partiti, ad eccezione appunto di Open Sinistra Fvg.

Più problematici, dal punto di vista del Tavolo No Ad, gli interventi di Moretti e Muradore, che, forse per non completa conoscenza della materia o forse per ragioni di opportunità politica contingente, sono sembrati accomunati dal tentativo di far sembrare un’opposizione netta all’Ad, un pericolo per l’autonomia regionale del Friuli V.G. e la sua specialità.

Nulla di tutto ciò nell’intento degli organizzatori e della relazione introduttiva di Boscaino, per i quali il tema su cui è necessario che la politica si esprima in maniera netta, anche e a maggior ragione durante una campagna elettorale, è se si è d’accordo o meno su un progetto che mina l’unità della Repubblica, determinando una situazione di non ritorno, con mancanza della possibilità di convocare referendum popolari abrogativi, in cui il principio di uguaglianza e i doveri di solidarietà tra cittadini e territori, sono cancellati, con campo libero, per gli appetiti dei potentati economici, di appropriarsi dell’erogazione di servizi essenziali.

Ha preceduto l’incontro dell’Hotel Cristallo, un’ assemblea pubblica organizzata dal Tavolo unitamente all’Anpi di Udine, nella sua sede di via Brigata Re, cui hanno partecipato oltre a Boscaino che ha introdotto, Dianella Pez del Tavolo regionale e Floriana Rizzetto dell’Anpi nazionale, che ha ribadito la decisa contrarietà dell’Associazione all’autonomia differenziata, posizione espressa più volte dal presidente Pagliarulo e uscita confermata dal congresso nazionale dello scorso anno.

A consuntivo una giornata in cui come Tavolo No Ad abbiamo introdotto l’argomento nel contesto locale, non semplice per diverse ragioni, ma in cui il pubblico intervenuto, nonostante la doppia iniziativa e la concomitanza di altre relative alla campagna elettorale, ha mostrato grande interesse e ha partecipato con brevi interventi e richieste di approfondimento.

Resta molto da fare in campo nazionale e regionale per bloccare la frantumazione della Repubblica in venti pseudo staterelli egoisticamente chiusi nel loro particolare e liberi di fare qualsiasi cosa su materie che sono di interesse nazionale e riguardano diritti costituzionalmente tutelati.

Innanzitutto manca ancora una forte mobilitazione delle grandi confederazioni sindacali, anche rispetto alla raccolta di firme, per la legge costituzionale di iniziativa popolare, che pure appoggiano, che vuole modificare gli artt. 116 e 117 della Costituzione per ridurre, di molto,gli effetti negativi di una passaggio dell’autonomia differenziata.

Il Tavolo No Ad, anche in questa regione, continuerà la sua attività di informazione e controinformazione, con incontri pubblici nelle più diverse sedi, mentre una prima grande mobilitazione nazionale si terrà a Napoli il 17 marzo, promossa dalle centinaia di sindaci del Recovery Sud, che hanno già scritto una lettera al Presidente Mattarella, avendo ben compreso, quanto l’autonomia differenziata colpirà ulteriormente la loro capacità di rispondere in termini di servizi alle esigenze dei loro cittadini.


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